Trasferimenti di embrioni euploidi falliti: quando dobbiamo preoccuparci?

Trasferimenti di embrioni euploidi falliti: quando dobbiamo preoccuparci?

Il fallimento di un trasferimento FIVET è particolarmente deludente quando l’embrione è stato testato tramite PGT-A ed è risultato cromosomicamente normale (euploide). Dopo ripetuti fallimenti, le pazienti spesso si chiedono se vi sia un problema di impianto alla base e se siano necessari ulteriori accertamenti o trattamenti.

Un ampio studio del 2026 pubblicato su Fertility and Sterility* fornisce prove rassicuranti, ma anche spunti di riflessione. Lo studio ha incluso 5.811 pazienti e 7.763 trasferimenti di singoli embrioni euploidi.

La probabilità cumulativa stimata di ottenere almeno una nascita viva è aumentata dal 63,1% dopo un trasferimento di embrione euploide all’83,0% dopo due, al 92,0% dopo tre, al 96,0% dopo quattro e al 98,3% dopo cinque.

È importante notare che la possibilità di nascita viva per trasferimento è rimasta relativamente stabile dopo il secondo tentativo. Ciò suggerisce che il fallimento di uno o più embrioni euploidi non predice necessariamente il fallimento dell’embrione successivo.

Il fallimento ricorrente dell'impianto è davvero così comune?

Lo studio mette in discussione anche il concetto di fallimento ricorrente dell’impianto (RIF). Solo il 3,2% delle pazienti non è riuscito a ottenere una nascita viva dopo tre trasferimenti consecutivi di embrioni euploidi.

Ciò suggerisce che i fallimenti ripetuti possono talvolta riflettere una probabilità biologica piuttosto che un’anomalia sottostante dell’utero o dell’endometrio. Lo studio, pertanto, non supporta il passaggio automatico a test aggiuntivi estesi o a trattamenti non provati dopo i primi fallimenti di trasferimenti euploidi.

Cosa significa questo per le pazienti?

Il messaggio è incoraggiante: un trasferimento di embrione euploide fallito è un intoppo, non una previsione di un fallimento futuro.

Per le pazienti che sono in grado di ottenere diversi embrioni euploidi, la costanza con il trasferimento sequenziale di embrioni può portare a una probabilità cumulativa molto alta di avere un bambino. In questo studio, circa tre embrioni euploidi sono stati associati a una probabilità stimata del 90% o superiore di almeno una nascita viva.

Tuttavia, queste cifre sono stime sulla popolazione piuttosto che garanzie. L’età, la riserva ovarica, la capacità di produrre embrioni euploidi, i fattori uterini e gli obiettivi riproduttivi individuali devono sempre essere considerati.

Nella FIVET, l’esito di un embrione non racconta tutta la storia. Ciò che spesso conta di più è il potenziale riproduttivo cumulativo di tutti gli embrioni disponibili.

Il messaggio da portare a casa

Un trasferimento di embrione euploide fallito è un intoppo, non una previsione che i trasferimenti futuri falliranno. Prima di etichettare una paziente come affetta da fallimento ricorrente dell’impianto o di introdurre trattamenti non provati, dovremmo ricordare che ogni embrione euploide aggiuntivo rappresenta un’altra significativa possibilità di successo.

Forse la domanda migliore non è “Perché questo embrione è fallito?” ma “Qual è la mia probabilità cumulativa di successo con gli embrioni euploidi che ho?”

*Durbin C, Parra CM, Blakemore JK, DeVore S, Wertz B, Fino ME, Licciardi F, Berkeley A, McCaffrey C, Grifo JA, Cumulative probability of a live birth after up to six sequential single euploid embryo transfers, Fertility and Sterility (2026), doi: https://doi.org/10.1016/ j.fertnstert.2026.07.016.

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